
VitraHaus: l’archetipo complesso
Divenuto nel tempo un museo dell’architettura, il Vitra Campus aggiunge ai lavori firmati da Frank Ghery, Zaha Hadid, Alvaro Siza, Tadao Ando, Jean Pruvé, Nicholas Grimshaw, Buckminster Fuller e SANAA, quello dei due architetti Herzog & de Meuron.
Il VitraHaus disegnato dai due architetti svizzeri ospiterà il “Vitra’s Home Collection”, collezione lanciata dal Vitra nel 2004 che dopo l’attività focalizzata sul mondo degli affari e dell’arredo da ufficio, sperimenta un nuovo target.

Situato a nord del sito del campus, il Vitrahaus fa da ponte tra il Vitra Design Museum di Frank Gehry (1989) e il Conference Pavilion di Tadao Ando (1993) inserendosi all’interno di un grande lotto che guarda verso i frutteti e i grandi prati caratteristici del paesaggio in cui è immerso.

Il concept dell’edificio parte da due temi già indagati nell’opera dei due architetti: quello dell’archetipo della casa e quello della sovrapposizione di volumi. All’interno lo spazio è affidato ad un disegno quasi domestico che ripropone un’immagine famigliare di casa legata alla collezione esposta.

Dodici volumi sono incastrati tra di loro creando una pila a prima vista caotica in cui ogni singola casa è concepita come un elemento astratto: solo le terminazioni sono in vetro e la struttura sembra venire fuori dall’ estrusione o lo stiramento di un profilo.

Il grigio dello stucco che ricopre le pareti esterne fa da legante tra l’edificio la terra e il paesaggio, mentre la base ricoperta da listelli in legno crea una grande area centrale all’aperto dalla quale si accede ai primi cinque corpi: uno spazio espositivo per la collezione di sedie del Vitra Museum, il Design Museum Shop, una sala conferenze, la reception e un cafè da cui si apre una terrazza.

Un ascensore porta i visitatori dalla reception ai piani superiori e durante la salita si aprono due spettacolari viste filtrate dalle testate in vetro: il Tüllinger Hill a nord , Basilea e le industrie farmaceutiche a sud; come a voler creare nuove scoperte dei luoghi l’orientamento dell’edificio è fortemente legato alle visuali e al paesaggio.

Oltre al gioco di incastri e intersezioni un secondo concept lega l’intera struttura: le scale sono tutte integrate all’interno delle esposizioni, e come un verme in una mela divorano i vari livelli portando i visitatori all’interno delle varie “case”.

© Herzog & de Meuron

© Herzog & de Meuron

© Herzog & de Meuron
La contrapposizione tra spazi ortogonali-poligonali esterni e spazi organici interni riferisce all’edificio un carattere labirintico e suggestivo che dispiega mano a mano che la visita prosegue quello che gli autori hanno chiamato “a secret world” silenzioso e rivolto al paesaggio durante il giorno, aperto e proiettato all’esterno durante la sera, quando le luci spingono fuori gli interni bianchi dell’edificio tramite le testate vetrate che accendono il panorama.

© Herzog & de Meuron

© Herzog & de Meuron
il video dell’inaugurazione con la presentazione degli architetti.
da archdaily
foto di Iwan Baan, © Vitra