
Energetica come una rampa da skate
Dopo l’incendio del 2008 che distrusse gran parte degli spazi della Facoltà di Architettura della Delft University of Technology, fu bandito un concorso di progettazione per ricostruire il Bouwkunde (www.buildingforbouwkunde.nl).
Le richieste erano esplicite: ricostruire il Bouwkunde come luogo di incontro e socialità, uno spazio di comunità, un progetto legato alla sostenibilità e adattabilità delle funzioni nel tempo.
Un concept innovativo spicca tra le proposte fuori concorso, un’idea di progetto che sintetizza in maniera esemplare la fusione di uno spazio continuo pubblicoenergetico: una enorme rampa da skateboard energetica.



È il masters‐project di Adam Wojtalik che propone come modello alternativo concettuale per la Facoltà di Architettura della Delft University of Technology.
Chiamata The New Bouwkunde, il progetto prevede un campus con un corpo principale di undici piani ed un padiglione a cinque piani collegati da una curva, un tetto apribile, una copertura energetica, uno skate ramp di vetro e fotovoltaico.
Quasi la metà della superficie del suolo curvo è coperto di pannelli fotovoltaici: cioè 1500 m2 di celle fotovoltaiche, che producono 4.000 kWh al
giorno di energia rinnovabile.

Questa soluzione vincente, in un’elegante veste energetica, copre il grande spazio pubblico al suo interno dedicato all’incontro, allo studio, al verde ed al relax. La torre da undici piani ospita gli spazi destinati agli studenti: una biblioteca, le aule studio e i laboratori informatici; mentre nell’altro lembo di suolo sono ubicati gli uffici generali e direzionali, le aule dei professori e sale conferenze.
L’organismo a due torri consente un sistema di facciate con doppia circolazione dell’aria, aumentando l’efficienza della ventilazione naturale.
Sotto la copertura si ricavano gli spazi per una mixitè di materiali e funzioni: la mensa, il bar, la zona lounge, la libreria, uno spazio espositivo, un auditorium e lo spazio verde.
…Sopra? È il nuovo luogo per l’energia.



Ancora una volta stupisce come le “architetture di carta” (che potremmo chiamare ormai “architetture in pixel“) riescono a definire risposte efficaci, immediate e provocatoriamente efficienti, cercando di integrare le tematiche energetiche come principale materiale per il progetto urbano contemporaneo.
Via Dezeen
scritto da au.